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Chiesa della Beata Vergine Maria (Sec. XVIII)

La frazione di Cappello prende il suo nome da una grangia della Certosa di Casotto, che sorgeva lungo la Via Sonia (che collegava Garessio a Pamparato e Mondovì) ed è ricordata nella Bolla di Papa Innocenzo III (24 gennaio 1199) in cui il monastero di Casotto viene preso sotto la protezione della Sede Apostolica. La Parrocchia di Cappello nasce soltanto il 26 giugno 1849 da uno smembramento di quella del Ponte.
Dedicata alla Beata Vergine Maria o Santa Maria della Vittoria, ebbe come primo parroco il garessino don Giovanni Battista Nani: Cappello era già stata eretta Chiesa succursale dal novembre 1844.
Notizie più precise sulla Parrocchia di Cappello in quel periodo storico arrivano dall'economo don Carlo Borgna, che fu parroco fino al 1862, che in un documento del 1852 riferisce sulle condizioni della chiesa, che non ha alcun bene, e sulla popolazione, che ammonta a 216 persone.
Questo povero parroco di montagna è il protagonista di una storiella, che riguarda la Principessa Clotilde. La principessa sabauda era solita passeggiare lungo i sentieri dei pendii del Colle di Casotto e molti montanari di Valdinferno, Cappello e Mindino la incontravano con i suoi servitori.
Il 26 luglio 1856, di ritorno da Garessio, dove i Reali (lei, i fratelli Umberto e Amedeo e la sorella Maria Pia) furono ricevuti dal Consiglio comunale e dal Sindaco Avv. Francesco Fasiani e salutati in piazza da una folla festante, la principessa e tutta la sua comitiva venne sorpresa da un violento acquazzone e trovò rifugio per asciugare gli abiti fradici nella canonica di don Borgna.
La principessa Clotilde si cambiò d'abito, mettendosi un vecchio abito della perpetua, e don Borgna le offrì un po' di latte. Il parroco di Cappello ritirò poi quella tazza, che faceva parte del "servizio buono", e la chiamò forse esagerando "la tazza della Regina". Quella tazza, l'unica col piattino, serviva anche per il Vescovo in visita ufficiale e per gli eventuali altri ospiti illustri.
La Chiesa venne ricostruita completamente tra il 1899 ed il 1902, su progetto dell'ingegnere torinese Vincenzo Capuccio, sotto la guida del capomastro Giovanni Nasi e la vigilanza del parroco don Luigi Salvatico, che reggerà la parrocchia fino al 1928. Cappello fu duramente colpita con saccheggi ed incendi durante la seconda Guerra Mondiale nel periodo in cui la parrocchia era retta da don Pietro Altare, perché ritenuto un centro partigiano. Ultimo parroco residente fu don Francesco Carlevaris sino al 1964.
Cappello non si limita alle case intorno alla Chiesa della Beata Vergine Maria, infatti poco prima di arrivarci si può prendere una stradina, che porta al Sarezzo (1137 m s.l.m.) ed al Nascio (1212 m. s.l.m.). Subito sopra la strada provinciale si può vedere una cappelletta restaurata nel 1994, e molto ben tenuta e dedicata alla memoria di Giovanni Raimondo e Malvina Raimondo Sandre, al Nascio invece, c'è un piccolo pilone con una Madonna di Lourdes, che seppur rabberciato resta ancora in piedi.





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